Orizzonti: Disabili e normodotati al "Cinema senza barriere"

Al Cinema dei Piccoli l'iniziativa promossa da Raggio Verde Sottotitoli. In sala un sistema di cuffie e un videoproiettore con i sottotitoli consente a non udenti e non vedenti di fruire del film di Giorgia Gazzetti Fede e psichiatria, l'annuale convegno degli psichiatri italiani «Le diversità esistono ma la volontà pareggia i conti». E Gerry Longo, 32 anni, originario di Locri ma residente a Roma, cieco sin dalla nascita a causa di un glaucoma congenito, lo dimostra ogni giorno facendo diventare la sua disabilità un punto di forza. Sin da piccolo, ha coltivato numerosi hobbies come le arti marziali, lo sci e la vela. Da alcuni anni gestisce un laboratorio teatrale, adora il mondo del cinema ed è stato anche speaker radiofonico. Ex concorrente del Grande Fratello 9, Gerry attualmente organizza “cene al buio” in cui i vedenti sono serviti da camerieri non vedenti. Un curriculum vincente che gli ha permesso di diventare il testimonial della rassegna “Cinema senza barriere”. Patrocinata dal Comune di Roma e realizzata con il contributo della Regione Lazio, sarà inaugurata domenica 21 febbraio, alle 11, al Cinema dei Piccoli a Villa Borghese (viale della Pineta, 15) con la proiezione del film “Gli abbracci spezzati” di Pedro Almodovar.
In sala, grazie ad accorgimenti tecnici, siederanno insieme non vedenti, non udenti e persone normodotate. «Il progetto, che rientra nelle attività dell'Aiace di Milano – spiega Piero Clemente, direttore tecnico della rassegna e promotore attraverso Raggio Verde Sottotitoli (società che si occupa di sottotitoli per il cinema, per il teatro, per la lirica) – mira all'abbattimento delle barriere che impediscono alle persone con disabilità della vista e dell'udito di fruire degli spettacoli cinematografici negli stessi modi e negli stessi spazi delle persone normodotate. Non a caso il sottotitolo del progetto è “tutti insieme, stessa sala, stesso film”». L'iniziativa, giunta ormai alla sua terza edizione, è presente in sole tre città: Milano, Roma e Bari. In pratica, un videoproiettore per la proiezione dei sottotitoli, un sistema di cuffie ad onde radio o infrarossi, un sistema di collegamento tra il proiettore e il sistema, un computer che gestisce tutte queste attività e tanta buona volontà basterebbero a rendere accessibili tutti i cinema italiani a chi privo della vista o dell'udito, vede o sente attraverso i suoni e le immagini. «Stiamo cercando di estendere il progetto ad altre città – aggiunge Clemente – siamo in contatto con alcune amministrazioni pubbliche ma sono arrivate diverse risposte negative. Comunque, siamo certi che il tempo offrirà a tutti la sensibilità necessaria per accettare il progetto non come un evento “speciale” ma come una normale prassi per la programmazione cinematografica e teatrale». Cinema Senza Barriere, nato nel 2005 da un progetto pilota curato da Raggio Verde Sottotitoli il cui obiettivo era favorire l'abbattimento delle barriere generate dalle disabilità sensoriali, oggi rappresenta, in Italia, un'esperienza unica che mette in comunicazione tra loro mondi diversi. «Grazie a questa rassegna – sottolinea ancora Gerry Longo – ognuno di noi può andare al cinema con la propria individualità e disabilità. Il disabile esce dall'isolamento in cui spesso è condannato, la conoscenza del diverso e l'integrazione tra normodotati e disabili è facilitata. Amo ripetere sempre – conclude il testimonial – che certe cose si apprezzano meglio ad occhi chiusi. Anche “ascoltare” un film ha i suoi vantaggi. Come nella vita, si colgono musiche, dialoghi, silenzi in modo diverso e più interiore». La programmazione della prima metà del 2010 al Cinema dei Piccoli prevede, dopo “Gli abbracci spezzati” di Pedro Almodovare, martedì 23 marzo, alle ore 17.30, “The informant” di Steven Soderbergh; giovedì 22 aprile, ore 17.30, “Flash of genius” di Marc Abraham; lunedì 17 maggio, ore 17.30, “Io, loro e Lara” di Carlo Verdone; martedì 15 giugno, ore 17.30, “Il concerto” di Radu Mihaileanu. L'ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.

Per maggiori informazioni sulla rassegna o per prenotare le cuffie: 06.8553485; info@cinemadeipiccoli.it

19 febbraio 2010

Gerry: dopo il Gf la vita di sempre. "Ma sogno il mondo della pubblicità"

ROMA - È stato il primo concorrente disabile di un reality show italiano. Ma dopo il successo ottenuto con il Grande fratello, Gerry Longo è tornato al suo lavoro all'Enac perché «è meglio restare sempre coi piedi per terra». Lui il mondo dello spettacolo lo ha sempre sognato. Già prima di entrare nella casa più spiata d'Italia, aveva realizzato un cortometraggio con Alessio Boni e vari spettacoli teatrali. Ma dopo il programma di Canale 5 grandi proposte non sono arrivate. E oggi a un anno di distanza dalla sua esperienza televisiva ha ripreso la vita di sempre senza rinunciare, però, a calcare le scene. Ha portato in teatro lo spettacolo Un salto nel buio, una commedia pungente interpretata insieme alla ballerina Simona Atzori. In futuro vorrebbe lanciare una linea di cappelli e magari diventare testimonial di una campagna pubblicitaria. Un sogno, però, difficile da realizzare perché «nel mondo della pubblicità c'è ancora tanta titubanza a utilizzare un disabile», spiega.  Nonostante tutto Gerry non ha rimpianti. Continua a pensare che il Grande fratello sia stata un'occasione importante, non solo per farsi conoscere al grande pubblico, ma anche per mostrare a tutti che non è impossibile per un cieco vivere la quotidianità come tutti. «Ho deciso di partecipare al Gf, più per curiosità che per diventare famoso. Mi interessava capire come funziona questo mondo fatto di immagini che per me, non vedente dalla nascita, è molto affascinante», racconta. «Pensavo che fosse interessante anche mostrare agli altri come una persona disabile vive normalmente. Così ho catturato l'attenzione anche di chi di solito è molto lontano da questi temi. E penso che la mia conquista più grande sia stata quella di essere entrato come un concorrente che fa notizia, ma essere uscito come un concorrente normale». Intanto, mentre aspetta la grande occasione, Gerry si occupa della corretta applicazione del regolamento europeo che garantisce alle persone a ridotta mobilità di poter viaggiare in aereo. Un altro primato che lo vedo protagonista, dal momento che è il primo disabile a lavorare in questo settore. Nel tempo libero organizza "cene nel buio" e continua a seguire il mondo della televisione. A incuriosirlo in Cast Offs, il reality inglese trasmesso da Channel 4, è stato in particolare Tim Gebbels (Tom), il non vedente appassionato d'armi. «Non penso sia una cosa così folle, esistono anche corsi di tiro con l'arco per ciechi», spiega. «E anche se fosse l'unico non vedente in tutta l'Inghilterra con questa passione, che male c'è? Se una persona ha un sogno, l'unico errore sarebbe non seguirlo». (Eleonora Camilli)

(9 febbraio 2010)
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